Vacanza Benessere in Val di Fassa
Hotel Terme Antico Bagno; Vacanza Benessere in Val di Fassa
Hotel terme Antico Bagno
Club Terme
Vacanza Benessere in Val di Fassa : Uno spazio importante è stato dedicato alle bevande ed alle tisane
perché l'acqua è la prima fonte del nostro benessere. Acqua termale o
impreziosita dai sapori delle erbe e della frutta Vi aiuterà nel riequilibrio del
corpo e nel relax della Vostra mente.
La luce inonda gli angoli delle camere, la quiete ed il silenzio
accompagnano il Vostro riposo e la Vostra intimità.
Stile sobrio ed elegante, caldo ed accogliente...scoprirete il piacere
dei dettagli e nulla mancherà alla Vostra vacanza: servizi privati, phon,
televisione satellitare, telefono, balcone, cassaforte filodiffusione e
riscaldamento con temperatura regolabile dalla camera.
Alle Terme dell'Hotel Antico Bagno raggiungerete il benessere psico-fisico
grazie alle acque termali di Alloch.
Conosciute come "bagn da tof" e note fin dall'antichità (1493) come unica
sorgente solforosa del Trentino, la sua composizione è solfureo-solfatocalcico-
magnesiaca-fluorata.
Durante l'alto Medioevo la regione ebbe stretti contatti, attraverso la Val Venosta, con la cultura del monastero di S. Gallo, centro di irradiazione della civiltà europea del tempo. Tali legami sono testimoniati dagli affreschi carolingi di S. Proculo di Naturno (sec. VIII o IX), raro esempio di trasposizione in pittura delle formule artistiche delle miniature irlandesi, e dagli affreschi di S. Benedetto di Malles (sec. IX), più legati al gusto tardoantico. Tra le chiese romaniche, di tipo molto simile al romanico tedesco, sono da ricordare la collegiata di S. Candido, il duomo e la chiesa di S. Giovanni a Bressanone, la Cappella rotonda di S. Michele di Novacella. La pittura romanica risentì dapprima dell'influsso ottoniano (affreschi della cripta della chiesa di S. Maria di Burgusio, ca. 1160), poi decisamente delle forme bizantine, mutuate attraverso l'entroterra veneto (Traditio Legis nella cappella del castello di Appiano, fine sec. XII; affreschi di S. Margherita a Lana, fra il sec. XII e il XIII; chiesa di S. Jacopo a Termeno, sec. XIII; ciclo nella chiesa di S. Jacopo a Grissiano, sec. XIII). Per i legami della regione con l'area germanica, particolarmente vitale fu in A., a partire dal sec. XIV, lo stile gotico, che si espresse in un'architettura di carattere nordico (parrocchiale di Gries, a Bolzano il duomo, le chiese e i chiostri dei domenicani e dei francescani, chiese a Bressanone, Brunico, Merano, oltre trecento castelli nelle valli). Sempre di tipo gotico è la scultura lignea, che realizzò capolavori negli altari: a Vipiteno, a San Sigismondo in Pusteria, nel castello del Buon Consiglio a Trento. Per quanto riguarda la pittura, le maestranze locali erano ancora legate all'ambiente veneto, mentre si avverte l'influenza giottesca nella cappella di S. Giovanni nella chiesa di S. Domenico a Bolzano. In seguito invece si diffuse il gusto del gotico internazionale nella cospicua fioritura tre-quattrocentesca di affreschi di soggetto cavalleresco (Castel Roncolo, Montechiaro). Nella seconda metà del Quattrocento fu attivo Michael Pacher, della Val Pusteria, legato alla grande pittura sveva e dell'Alto Reno, più che alla tradizione locale, e mediatore della cultura mantegnescanel nord. Tuttavia il Rinascimento, diversamente da quanto avvenne nel Trentino, non ebbe fortuna in A.: solo a S di Bolzano si diffuse un curioso stile ibrido di forme tardogotiche e pseudoclassiche detto d'Oltradige (Caldaro, Appiano). Assai vivace fu invece l'architettura barocca, vicina a quella austriaca (rifacimento della chiesa abbaziale di Novacella e del duomo di Bressanone). La scoperta turistica della regione, avvenuta nell'Ottocento, risvegliò l'interesse per la conservazione dei centri medievali (p. es. Brunico), integrati spesso da una edilizia di stile neomedievale.
Linguistica
La regione, dapprima sicuramente romanizzata, andò soggetta a un lento processo di germanizzazione, a partire dai secoli dell'alto Medioevo, a opera dei Baiuvari che dalla Boemia si estesero a S verso l'arco alpino, superandolo poi e penetrando nelle vallate del versante merid. dove incontrarono la resistenza del sostrato romanzo (v. ladino) che gradualmente riuscirono a soffocare, almeno fino alla stretta di Salorno. L'organizzazione ecclesiastica e lo stanziamento di coloni germanici dediti alla coltivazione delle terre favorirono l'affermarsi in questa regione dell'elemento linguistico tedesco nel bavarese meridionale o tirolese. Il precedente sostrato romanzo riaffiora però ancora in elementi lessicali di questo stesso dialetto e soprattutto nella toponomastica. Nelle valli Gardena, Badia, Marebbe si parla tuttora il ladino centrale (o dolomitico), che subisce però un lento processo di regressione di fronte ai dialetti appartenenti al gruppo germanico (v. Trentino-Alto Adige). Gli accordi De Gasperi-Gruber del 5 settembre 1946 hanno riconosciuto l'uso ufficiale della lingua tedesca in sede sia amministrativa sia scolastica, nello spirito del principio che la Costituzione italiana sancisce nell'art. 6: “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”.
Pacchetti salute Dolomiti - Benessere Dolomiti Terme - Vacanza Terme Dolomiti - Vacanza Benessere Val di Fassa - Vacanza montagna Dolomiti - Settimana bianca Dolomiti - Hotel Terme Antico Bagno - Sciare in Val di Fassa - Hotel Terme Dolomiti Relax - In testa ai motori di ricerca - Web & Internet Marketing